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LA CUSTODE DELL’INVERNO
Titolo: LA CUSTODE DELL’INVERNO
Misure: Diametro 20 cm
Tecnica: Mista su tela, olio e acrilico
Si narra che, in un tempo sospeso oltre gli anni degli uomini, una giovane donna sia stata scelta dal cielo per custodire il segreto dell’inverno.
Non giunge mai come un arrivo visibile: semplicemente accade, quando le prime foglie cedono al vento e la luce si fa più tenue.
Allora appare al limitare dei boschi, avvolta in un mantello rosso — rosso vivo, intessuto di una lieve trama di polvere di stelle — coronata da un cappuccio d’oro che sa brillare anche nella notte più profonda.
La chiamano la Custode dell’Inverno, ma il suo vero nome lo conoscevano solo le stelle.
Si dice che ascolti il battito del mondo addormentato: posa l’orecchio sui tronchi e sente il sonno scorrere nei rami; sfiora la neve che ancora non è venuta, e questa comincia a cadere docile, come se attendesse soltanto il suo gesto.
Tutto si quieta intorno a lei, come se la natura riconoscesse il ritorno di una sovrana antica.
Il suo compito non è portare gelo, ma custodire il silenzio in cui i semi sognano la primavera.
Protegge il calore segreto della terra e lo avvolge nel suo mantello come si culla un gioiello fragile, vivo.
Nelle notti più fredde, quando gli uomini si rifugiano nelle case e il vento canta tra i tetti, la Custode attraversa il cielo immenso tracciando sentieri invisibili di luce, affinché nessuna creatura si perda nell’oscurità.
Eppure, tra tutti i suoi gesti, il più delicato riguarda proprio gli uomini.
Ogni inverno li osserva muoversi in fretta, come se temessero di fermarsi, e a volte sorride, vedendoli dimenticare la bellezza che abita nel passo lento.
Così, passando accanto alle loro finestre, sparge un soffio di quiete — non un rimprovero, ma un invito lieve — affinché qualcuno si ricordi che il mondo non vive di corsa, ma di cura.
Desidera che trovino un momento per ascoltare il silenzio, lasciare che il superfluo cada via come neve che si scioglie, ritrovare quella pace antica che appartiene a chi sa guardare la terra con rispetto.
Solo chi rallenta, pensa lei, può davvero sentirne il respiro.
Quando l’inverno giunge al suo ultimo respiro, la Custode solleva il volto verso l’alba.
Per un istante il suo mantello si accende di luce: è l’attimo esatto in cui il gelo cede alla promessa del disgelo.
Poi, come era venuta, svanisce.
E ogni anno, nel silenzio della neve, ritorna quel soffio lieve che nessuno sa spiegare.
È lei, la Custode dell’Inverno, che veglia ancora sul cuore segreto della stagione.




